Diamo voce ai nostri "pensieri rampanti", come fossero frutti acerbi ancora appesi all'albero, in attesa di cadere.
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lunedì 19 luglio 2021

Genova: frantumi di lotta

Fabrizio De André, quando gli chiedevano se preferiva definirsi cantautore o poeta, citava Benedetto Croce: «Fino a diciotto anni tutti scrivono poesie; dopo, possono continuare a farlo solo due categorie di persone: i poeti e i cretini». Con la poesia non ho mai avuto un rapporto facile, tuttavia davanti a certi eventi è più faticoso tacere che esprimere quello che si ha dentro. La razionalità la immagino come un argine che disciplina il fiume delle emozioni, ma a volte il flusso è talmente impetuoso che anche chi non è poeta (o scrittore, o pittore...) non può fare a meno di lasciarlo andare così come viene. Ero poco più che diciottenne -per l'appunto- quando un'onda di piena mi travolse: le cronache del G8 di Genova. Mi ritrovai, come tutti, in un turbinio di emozioni, ma ancora di più mi sembrò sin da subito si fosse segnato uno spartiacque definitivo per tutti noi cittadini d'Europa: se la caduta del Muro di Berlino ci aveva fatto rinascere, quegli eventi ci fecero uscire dall'innocenza infantile, lasciandoci, sulle prime, atterriti. Ad oggi sono vent'anni che ho la sensazione di stare raccogliendo i frantumi di quello che è stato e ricomporli per costruire qualcosa di nuovo; per non dimenticare, rileggo quello che scrissi allora, da poeta o da cretino.

sabato 13 ottobre 2012

Il Nobel per la pace 2012

Il premio Nobel per la Pace è stato assegnato nei giorni scorsi all'Unione Europea, perché ha “contribuito per più di 60 anni alla pace e alla riconciliazione, alla democrazia e ai diritti umani”. Indiscutibilmente una parentesi di pace così duratura tra i paesi attualmente aderenti all'Unione è un inedito per il nostro continente. Tuttavia la scelta desta in me qualche perplessità. Ora, non è la prima volta che trovo discutibile l'assegnazione di un Nobel per la pace (basti pensare che nel 2009 l'ha vinto il presidente degli Stati Uniti d'America!), ma mai come ora interrogo sul senso di questo premio. Mi sembra come se l'Europa premiasse se stessa attraverso un canale formale. Cos'è, un aiuto dalla Fondazione Nobel al risollevamento economico dell'Europa?

sabato 2 giugno 2012

Festa della Repubblica 2012

Era chiaro fin dall'inizio che le polemiche per il 2 giugno erano del tutto strumentali. Lo è diventato ancora di più quando ho sentito che uno dei principali avversari della manifestazione è stato Roberto Maroni, che l'anno scorso si trovava proprio sul palco delle autorità. Intendiamoci, chi non ama questo genere di manifestazioni non ha certo bisogno di un terremoto per osteggiarle. Chi le contrasta solo in concomitanza di circostanze eccezionali è un ipocrita!

giovedì 9 giugno 2011

Perché voterò sì ai quattro referendum

Al primo voterò sì perché, con tutto che in Italia la macchina dello Stato funziona male, privatizzare alcuni servizi, tra cui la distribuzione dell'acqua, non credo risolverebbe il problema. Sono stanco di privatizzazioni a metà, in cui i contribuenti continuano a pagare sempre più per servizi sempre uguali e pochi dirigenti si prendono i guadagni (vedi Trenitalia, per esempio). Quello che vorrei sono investimenti pubblici e trasparenti per migliorare la qualità dei servizi, buon senso civico che limiti i danni da vandalismo e una seria lotta a corruzione e connivenza, che permetta di mantenere l'efficienza.

Al secondo quesito voterò sì, perché adeguare il prezzo dell'acqua al capitale investito significa svincolarlo dall'esigenza reale della gente. Non tutto si può piegare alle esigenze di mercato. I servizi pubblici essenziali (acqua, trasporti, manutenzione...) dovrebbero essere legati alle necessità delle persone. In America Latina ho visto gli effetti a lungo termine dell'acqua gestita da privati: chi può permettersi di comprare le taniche beve acqua decente, gli altri (e da quelle parti gli "altri" sono tanti) sono costretti a prendersi dissenteria praticamente tutti i mesi.

Al terzo quesito voterò sì, perché non voglio che l'Italia investa in centrali nucleari. Alcune delle cose che vengono dette a favore dell'energia nucleare sono vere, perché si tratta di un tipo di energia conveniente sul lungo periodo e pulita. Tuttavia comporta una serie di complicazioni a mio avviso troppo pericolose, soprattutto in un paese come questo. Non sappiamo gestire una discarica e pretendiamo di smaltire agevolmente scorie nucleari? Non sappiamo costruire un ospedale e pretendiamo di costruire centrali sicure? E anche alle centrali più sicure, cui non accade nulla per decenni, può avvenire un imprevisto che può portare conseguenze a lunghissimo termine. Infine, da un punto di vista filosofico implica un'idea di progresso infinito che non condivido. Prefereirei che i fondi venissero indirizzati alla ricerca ed all'incentivo delle cosiddette "energie alternative".

AL quarto quesito voterò sì, perché non intendo garantire legittimi impedimenti a nessuno, oltre le tutele che già sono presenti nella legge. Io non mi sento un giustizialista, ma vorrei capire se chi mi governa sia colpevole o innocente. Se non si presenta in tribunale non lo saprò mai e, come tutte le vicende italiane, anche queste diventeranno un argomento da bar.

Gaber diceva che gli italiani sono "troppo appassionati da ogni discussione", ma a me sembra che sui temi che coinvolgono il nostro paese (TAV, Ponte sullo Stretto, danni in seguito al terremoto di L'Aquila...) non si riesca a portare avanti un discorso serio senza che scoppi una rissa tra gente poco informata.
Invito tutti i nostri lettori a farsi un'idea propria dopo essersi informati. Questo sarebbe controcorrente in un paese in cui ci si fa un'idea incrollabile e poi si cerca di giustificarla leggendo solo i pareri favorevoli.

Buon voto a tutte e tutti!

domenica 29 maggio 2011

Referendum

Ospitiamo sul nostro blog l'informativa sul referendum del 12 e 13 giugno che hanno scritto alcuni studenti di Lettere Classiche della Sapienza. Nel ringraziare questi ragazzi per il loro impegno, invitiamo voi tutti e tutte ad informarvi con attenzione per andare consapevolmente ad esprimere le vostre preferenze alle urne.


"Caro/a Cittadino/a,
Il REFERENDUM del 12 e 13 giugno 2011 consentirà a tutti noi di esprimere IN MODO LEGITTIMO il nostro parere riguardo i seguenti quesiti:

1) “Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Abrogazione
Votando SI': si dice NO alla privatizzazione dell’acqua
 
2) “Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma
Votando
SI': si dice NO ai profitti sull’acqua
 
3) “Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme
Votando
SI': si dice NO al ritorno del nucleare in Italia
 
4) “Abrogazione della legge sul legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri
Votando
SI': si dice NO al legittimo impedimento
 
La validità del referendum abrogativo, uno dei pochi strumenti in mano ai cittadini per esprimere direttamente la propria volontà democratica, dipende dal raggiungimento del quorum.
E’ necessario che TUTTI facciano la loro parte, votando e contribuendo a diffondere un’informazione che le reti televisive di Stato per il momento tendono a far passare in secondo piano.
Grazie per la gentile attenzione"

Qualche link:

giovedì 12 maggio 2011

Radioattività in Friuli parte 2: le testate nucleari

Scusate il lungo silenzio, ma parlare di radiazioni e di nucleare in questo momento rischia di essere fuorviante, perché saltano subito alla mente gli eventi accaduti in Giappone, il loro risalto mediatico ed il conseguente dibattito che, seppure in maniera strumentale, ne è scaturito in Italia (vedi anche il post “Ci vogliono nuclearizzare”). Tuttavia non sono questi aspetti (pur importanti) che mi interessa sottolineare adesso; almeno non direttamente. Qualcuno ricorderà che ho chiuso la prima parte di questo post nominando la città friulana di Aviano (PN) a proposito del picco di radiazioni registrate in Friuli nel 1989. Pertanto nella seconda parte proverò ad illustrare la relazione tra questo picco e le attività che da decenni già si svolgevano proprio in quella città. Come potete immaginare, sarò piuttosto cauto nelle mie conclusioni!
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