Diamo voce ai nostri "pensieri rampanti", come fossero frutti acerbi ancora appesi all'albero, in attesa di cadere.
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sabato 24 novembre 2012

Il non inferno in mezzo all'inferno

«L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione ed apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.»

...e farlo durare, e dargli spazio ... e farlo durare, e dargli spazio...
Tutte le volte, l'ultima frase di un libro riecheggia nel silenzio della mia testa ancora qualche secondo. Le parole sono quelle che Marco Polo dice al Gran Kan, attraverso la penna di Italo Calvino, nelle Città invisibili. Non è solo un'eco che mi rimbomba in testa, ma è un monito, quasi una preghiera che Calvino lascia al suo lettore. In che modo affronti l'inferno? Riesci a distinguere l'inferno da ciò che non è inferno?
...e farlo durare, e dargli spazio...
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